Organi

1.3 Organi elettivi e struttura burocratica

Come detto in esordio, non si hanno notizie certe sull’origine della associazione di comunità rurali chiamata Comunità di Riviera che, in epoca previscontea, sembra essere già consolidata. Si ha infatti notizia del fatto che nel 1334 viene decisa una revisione degli Statuti.

Gli assetti istituzionali e la fisionomia organizzativa ci appaiono in modo più chiaro a partire dal periodo veneto perché ampiamente documentati sia dalla memorialistica coeva che dallo stesso archivio. Archivio che è in corso di riordino e che potrà, al termine dell’intervento, fornire ulteriori e più precise notizie.

Massimo organo di autogoverno è il consiglio generale, composto di trentasei membri, sei per ciascuna quadra, è presieduto dal provveditore capitano di nomina veneziana e può farvi parte il podestà inviato da Brescia. Il consiglio si forma attraverso un complicato meccanismo di turnazione concepito in modo tale da garantire a tutti i comuni di parteciparvi. Ne sono esclusi solamente quelli di Muslone e Tignale, per la regioni di “separazione” sopra ricordate, e le terre minori di Bottenago, Burago, Arzaga, Drugolo, Venzago e Maguzzano.

Il consiglio generale esprime sei deputati, uno per quadra, che restano in carica per un trimestre; costoro provvedono a pagare gli ufficiali, garantire la esecuzione delle condanne pecuniarie, saldare i conti dei creditori, del tesoriere e degli esattori, sovrintendere al mercato dei cereali di Desenzano e ad altre quotidiane faccende di governo. Scaduto il breve mandato ne subentrano altri sei e così via.

Numerose sono le figure degli officiali salariati. Al sindaco speciale, “che deve essere laureato” e resta in carica un anno, compete il ruolo di contradditore nelle deliberazioni che deve assumere il consiglio. I tre sindaci generali svolgono compiti di quello che oggi chiameremmo un organo di controllo sottoponendo a revisione l’operati dei deputati. Funzioni di controllo sono anche quelle che esercitano i Soprastanti alle biade che vigilano sui commerci di derrate a nei mercati di Salò e, soprattutto, di quello importantissimo di Desenzano. Il tesoriero ordinario riscuote la taglia ducale mentre quello estraordinario gli altri carichi imposti dalla Riviera, salda i debiti e provvede alle spese quotidiane. La contabilità generale è curata dal ragionato che salda i conti con i tesorieri. Il cancelliere, che “deve essere notaio di collegio” e resta in carica un triennio, redige il verbali delle deliberazioni e provvede alla corrispondenza ufficiale. E’ notaio di collegio anche il coadiutore della cancelleria criminale che assiste il giusdicente e redige gli atti dei processi istruiti presso la corte penale con la assistenza di un copista. Funzioni di polizia rurale ha il cavaliere che sorveglia il rispetto dei pesi e delle misure ufficiali e la manutenzione delle strade. I nunzi rappresentano la Riviera a Venezia, dove sono tenuti a risiedere. Altre figure minori di salariati sono: il custode delle armi, i cavallari (incaricati della posta), l’usciere, il “ligatore alla tortura”, il custode della barca della comunità, il “nettezzatore” (spazzino), i ministrali (messi).

I sei deputati alla sanità e i sei provveditori alla biade sono scelti uno per quadra e non hanno alcun salario; sovrintendono rispettivamente alle faccende relative alla salute pubblica e agli approvvigionamenti delle derrate.

Già nel 1385, contestualmente alle riforme degli Statuti di Brescia, veniva compilato l’estimo generale del territorio bresciano che veniva diviso in Quadre e le Quadre a loro volta in Comuni (Federico Odorici, Storie bresciane, Edizioni del Moretto, Brescia 1978-1984, VII, p. 221). Col termine “Quadra” si designavano sin dall’epoca dei Visconti le circoscrizioni di carattere fiscale della provincia bresciana. La cifra totale di una taglia, di un sussidio o di una qualsiasi gravezza veniva ripartita tra queste associazioni di Comuni che facevano capo ad un Comune detto capoquadra. L’obiettivo era quello di conseguire una più equa ripartizione dei carichi fiscali e di ottenere una più facile riscossione (Alessandra Rossini, Le campagne bresciane nel Cinquecento. Territorio, fisco, societa, Franco Angeli, Milano 1994, p. 129). Andava sempre in questa direzione la divisione territoriale della Magnifica Patria che venne così descritta da Bongianni Grattarolo:

Ha quattro Città d’intorno, a Levante Verona, a Ponente Brescia, a Tramontana Trento, et ad Ostro Mantova. Né però la più vicina l’è vicina più di miglia dodici: né la più lontana gl’è lontana più di miglia trenta. Contien in essa intorno cento sessanta terre, divise in quaranta due communi, come che trentasei solamente ne concorrano a’ governi publici: i quali altresì si dividono in sei quadre, o sia sestieri, come a Venegia si dicono (Bongianni Grattarolo, Storia della Riviera, Ateneo di Salò, Salò 2000, p. 53)

Una rappresentazione cartografica aiuta a visualizzare la geografia amministrativa. Alla fine del secolo XVI il numero dei comuni superava di poco la quarantina, ora ne restano 26. Una tabella riassuntiva delle Quadre e dei Comuni della Riviera (a cura di Franco Ligasacchi) fotografa la complessa situazione descritta da Bongianni Grattarolo alla fine del Cinquecento.