Feudi

2.6 Particolarismi giurisdizionali

I feudi presenti nell’area bresciana erano concentrati, a eccezione di Lumezzane, nella zona lungo il fiume Oglio, al confine con il territorio cremonese e quindi con lo Stato di Milano.

Le infeudazioni concesse da Venezia si concentrarono tutte nel periodo compreso tra gli anni venti e quaranta del XV secolo e in molti casi confermarono i privilegi di cui già godevano sulle stesse zone famiglie di antica nobiltà feudale.

Queste famiglie esercitavano la loro giurisdizione su alcune comunità rurali costituite spesso da un numero esiguo di abitanti e non detenevano normalmente la facoltà di giudicare le cause criminali per le quali erano competenti i giudici residenti a Brescia.

Le terre feudali erano amministrate da un vicario nominato dal feudatario e che doveva essere in genere un cittadino bresciano. Le famiglie che avevano terre infeudate erano i Gambara, i Martinengo e gli Avogadro. I Gambara eleggevano vicari privati a Verola Alghise, Milzano e Pralboino; i Martinengo a Gabbiano, Pavone e Urago d’Oglio; gli Avogadro a Lumezzane.