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Silvan Cattaneo

Silvan, figlio di Gian Maria di Salò, visse per parecchio tempo nella villa di Belgioioso di Manerba nel XVI secolo. Fu oratore eloquente, verseggiatore e filosofo. Amico di Jacopo Bonfadio, che gli indirizzò una lettera, scrisse le Dodici giornate di ricreazione pubblicate a Venezia nel 1745 assieme a Fortunopoli, un poemetto in venti canti. In quest’opera Cattaneo finge di guidare una brigata di amici in vari luoghi del lago di Garda, intessendo nel racconto alcune novelle. Nel 1813 l’opera venne ripubblicata a Venezia, ma solo in 8 esemplari in carta pergamena e 4 in carta comune. Scrisse inoltre in forma di dialogo la Barca di Padova in cui immaginò che vari letterati, fra i quali Marc’Antonio Flaminio e Girolamo Fracastoro, si fossero trovati su una barca che da Padova scendeva verso Venezia, discorrendo di argomenti eruditi. Celebrato dal Bonfadio, dal Voltolina, dal veronese Bartolomeo Verlato, venne annoverato dallo storico bresciano Ottavio Rossi “fra gli scrittori della sua età celeberrimo”.

Dodici giornate di ricreazione. Edizione digitale con trascrizione del testo, originariamente compreso in: Salò e la sua Riviera, descritta da Silvan Cattaneo e Bongianni Grattarolo, colla notizia del nome e delle opere de’ più illustri uomini della Riviera, con alcune opere loro distinto in più tomi. Tomo primo, In Venezia, 1745, presso Giacomo Tommasini

Elaborazione di Severino Bertini
21-09-2015

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