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Rodomonte Domenicetti

Rodomonte Domenicetti, nato in Degagna da Stefano nel 1560, notaio, si era trasferito con il padre dalla natia Degagna nel capoluogo della Riviera, forse perché qui poteva esercitare con maggior successo la professione notarile, ma forse anche perché aspirava a cariche pubbliche, in particolare a quella carica di cancelliere della comunità di Riviera, per accedere alla quale era richiesta la residenza in Salò.

Dopo essere stato coadiutore originario della cancelleria criminale, il 15 dicembre 1583 viene infatti eletto per la quadra di Montagna cancelliere della comunità della Riviera per il triennio1585-1587. A poco più di metà del suo mandato (13 settembre 1586) invia una lettera al consiglio generale della Riviera, dove viene letta il 16 ottobre, con la quale chiede di potersi dimettere dalla carica di cancelliere della comunità, per assumere quella offertagli di cancelliere del podestà di Vicenza, Andrea Dolfin. La richiesta viene prima negata, poi accettata. Trasferitosi a Vicenza non si hanno più notizie di suoi incarichi in Riviera sino al 18 dicembre 1602, quando è nominato sindaco
speciale della comunità per l’anno 1603. Nel frattempo si era sposato a Salò l’8 settembre del 1590 con Zaccaria di Annibale Grazioli, dalla quale dal 1591 al 1612 ebbe quattro figli.

Descrizione della Riviera di Salò
La Descrittione del Domenicetti presenta caratteri nettamente diversi dall’Historia del Grattarolo: non vuole essere un’opera letteraria, ma, in fedeltà al titolo, una presentazione della Riviera nella sua realtà territoriale, amministrativa, demografica, economica e religiosa; non vi sono divagazioni storiche, letterarie o mitologiche: l’attenzione dell’A. è tutta incentrata nel dare al lettore esatte e precise notizie sulle condizioni in cui la Riviera si trovava al suo tempo.

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