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Paolo Perancini

Nato a Salò da una povera famiglia nel 1802, intraprese i più umili mestieri fino a quando trovò sistemazione come bidello nell’Ateneo salodiano. Nel 1867 divenne vice bibliotecario, carica che tenne con onore e che gli permise di dedicarsi alla storia benacense e della sua città. Diede alle stampe diversi opuscoli e raccolse una ingente mole di appunti e memorie. Ebbe contatti con lo storico Federico Odorici, Luigi Cibrario, l’abate Mattia Cantoni, l’abate Pietro Tiboni. Morì il 30 maggio 1872.

Paolo Perancini, Memorie storiche biografiche di tutti i giovani salodiani volontari che impugnarono le armi per la santa causa dell’indipendenza italiana negli anni 1848, 1859 e 1860, Salò, Tipografia Eredi Capra, 1862 (per gentile concessione di Sergio Giacomuzzi)

Paolo Perancini, Barbarano e il Palazzo Martinengo, Salò, Tipografia eredi Capra, 1864

Paolo Perancini, Breve illustrazione dei più rimarchevoli oggetti d’arte esistenti nella città di Salò corredata di memorie patrie, Salò, Tipografia Benuzzi e C., 1871

Elaborazione di Severino Bertini
29-12-2015

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