Giuseppe Brunati

Nato a Salò il 4 giugno 1794 da Andrea e Maria Campedelli, Giuseppe si dedicò agli studi dapprima sotto la guida di Angelo Cominelli, poi nelle scuole salodiane sotto la guida di Gaetano Gargni e infine a Verona. A 19 anni si iscrisse al clero bresciano e nel 1813 indossò la veste clericale entrando successivamente nel Seminario di San Pietro di Brescia per studiare filosofia e teologia. Divenne diacono nel 1818 e venne ordinato sacerdote nel 1820. In Seminario fu professore di Ermeneutica e di ebraico per sei anni. Conobbe don Antonio Rosmini diventando un propagatore della Società degli Amici rosminiani con lo scopo di diffondere nella società lo Spirito di Cristo in difesa delle virtù oppresse. Contemporaneamente mantenne contatti col pensiero cattolico controrivoluzionario collaborando con “L’Amico d’Italia” di Torino e mantenendo una stretta corrispondenza con l’abate Giuseppe Baraldi. Entrò nella Compagnia di Gesù scelta perché perseguitata. Dopo soggiorni a Varallo, Torino, Roma e Napoli nell’ottobre 1828 entra nel Noviziato della Compagnia di Chiari senza tralasciare la predicazione nel Santuario locale, nel Duomo di Novara e nella chiesa dell’Università di Torino. All’inizio degli anni trenta lo troviamo a Bologna per riordinare la biblioteca e poi a Spoleto per insegnare nel Collegio locale. Nel 1832 ricoprì la carica di professore di Sacra Scrittura e lingue orientali al Collegio Romano. Alcuni anni dopo, logorato nella salute, ritornò a Salò dove si dedicò agli studi per i quali fece viaggi a Roma, Modena, Verona, Firenze e Utrecht. Alternando soggiorni nella villa delle Videlle alla Raffa con soggiorni a Brescia, riordinò la biblioteca dell’Ateneo e catalogò la raccolta Mazzucchelli. Nominato socio delle più diverse accademie e atenei, tra cui l’Ateneo di Brescia nel 1850, Giuseppe fu una tipica figura di erudito sempre pronto a intraprendere nuove e ardite iniziative culturali. Puntiglioso indagatore, sacerdote pio e integerrimo, difese i valori dell’ortodossia cattolica fino al sopraggiungere della morte che lo colse alla Raffa il 27 novembre 1855.

Dizionarietto degli uomini illustri della Riviera di Salò, Milano, Tipografia Pogliani, 1837